In Italia è un gran parlare di famiglia e dei valori della famiglia. Tante parole che aumentano per frequenza e intensità soprattutto nei periodi pre elettorali.
Parole vuote nei fatti, tanto in quelli privati quanto in quelli pubblici.
Così accanto al predicar famiglia di tanti divorziati e/o di tanti frequentatori di escort e transessuali e/o di tanti invidiati organizzatori, o anche solo invitati, di festini e/o massaggi cervicali (privato), anche nel pubblico delle decisioni per la spesa sociale il proverbio non si smentisce.
Soprattutto e prima di tutto: Predicar bene e razzolar male.
Un articolo dell’Adige del 30/08/2010
Maternità e famiglia Italia ultima in Europa
ROMA – Italia cenerentola d’Europa nel sostegno a famiglia e maternità.
Nella Ue a 15 nazioni l’Italia risulta, con Spagna e Portogallo, fanalino di coda per la spesa in rapporto al prodotto interno lordo con un misero 1,2% quando in Europa si spende decisamente di più (2,1% nella Ue a 15 e 2,0% nella Ue a 27). A fotografare la situazione della spesa per la famiglia in Italia ed Europa è il ministero dell’Economia
nell’ultima «Relazione generale sulla situazione economica». Il risultato resta lontano dal 3,7% di spesa sul Pil registrato in Danimarca o dal 3% in Svezia. In ogni modo, l’1,2-1,4%
dell’Italia resta lontano anche dal 2,5% della Francia o del 2,8% della Germania, dove in ogni caso si spende il doppio per la famiglia rispetto al Belpaese. Per la quota di spesa per la protezione sociale, l’Italia tra i 27 Paesi europei è penultima, precede solo la Polonia:
con un 4,7% quando la media è dell’8%. In calo assegni familiari da 6,6 miliardi a 6,6 (-4,3%) e indennità di maternità (-2,5%).